Chi sono

Sono nata a Vicenza nel 1982, e più o meno a dodici anni inizio a dire che la città mi sta stretta e che avrei veleggiato verso orizzonti più ampi. Finisco a Rovereto, in Trentino, che di Vicenza è un quarto, attirandomi la feroce ironia di mio padre per sempre.

Passo in Trentino il tempo necessario a diventare per i veneti una trentina doc, e per i trentini a rimanere una “di fuori”. Faccio quindi ritorno a Vicenza, come se avessi pescato una carta delle Probabilità a Monopol: riparti dal via. E a questo assomiglia per il momento il fresco trasferimento.

Mi innamoro della lingua francese appena metto piede a Bruxelles, dove faccio l’Erasmus. Qualche anno dopo a Nizza scopro che, a detta dei francesi, quello che ho parlato finora non è francese. Capisco che le battute sui belgi in Francia sono più numerose di quelle sui carabinieri in Italia e mi catapulto diretta nel mondo dell’editoria. Lavoro in varie vesti nell’editoria indipendente per una decina d’anni e inizio a tradurre. Nel 2017 nasce la polpetta e da allora mi dedico interamente alla traduzione. A riprova che a volte i bambini arrivano a mettere ordine nelle cose. 

Ho poche passioni molto feroci: i libri, il mio lavoro, le donne, la polpetta e il polpettone suo padre. Alcuni tiepidi piaceri, come la pioggia sottile sottile da creare una nube di vapore sul naso, il vino, l’inverno, il freddo e il tè il più semplice possibile. E moltissimi odi e fastidi, molto intensi e impossibili da enumerare.

Decido di aprire un blog perché amici, parenti, e amici di amici di parenti di amici chiedono spesso i miei consigli in fatto di letture. E perché mi rendo conto che sul mondo dell’editoria, del libro e in particolare della traduzione ci sono moltissimi miti, quasi tutti falsi.

Ma soprattuto e onestamente perché ho sempre delle cose da dire e perché vivo sotto l’egida dell’abusato ritornello di Je ne regrette rien. E allora via. Ni le bien ni le mal, tout ça m’est bien egal.