Il filo di rame: il blog

Esegesi del testo. Ovvero “cosa vuol dire?”

Perché diavolo si chiama Il filo di rame?

Il rame è un altissimo conduttore, che fa passare la corrente, portando in un stanza la corrente, la luce, illuminando di significato e di vita una stanza buia. Il rame fa passare la corrente, mettiamo da un punto A a un punto B. E qui finisco tutte le mie conoscenze di chimica. Riassumibili più o meno nel contenuto di Fantasia della Disney.

Nella mia testa e nella mia personalissima idea della traduzione, il traduttore dovrebbe essere proprio questo: un filo, un filo di rame. Un filo teso tra due mondi. Il mondo della lingua di partenza (il francese, nel mio caso) e il mondo della lingua di arrivo (l’italiano, sempre nel mio caso).

E se funziona

E se funziona, se il traduttore fa un buon lavoro, non dovrebbe essere nulla più di questo. Il conduttore di un’energia, il collegamento tra due mondi. (Che mi sembra già abbastanza ambizioso così, che dite)

Se funziona, se il traduttore fa un buon lavoro, del traduttore bisognerebbe dimenticarsi, e vivere l’esperienza del testo, del libro o di quel che state leggendo senza continuamente pensarlo.

Se invece non funziona, allora dovreste pensare sempre a lui e non riuscire a godere del passaggio tra i due mondi. Li sentirete per sempre separati.

Ecco perché…

Ecco perché questo spazio si chiama IL FILO DI RAME. Questo e, ok ok, perché ho i capelli che sono proprio di quel colore. O arancioni, a detta di chi ha molta meno poesia della sottoscritta.