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Cecità di José Saramago

Perché mi pento di aver letto Cecità di Saramago

“Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono”

Cecità

di José Saramago

Editore: Feltrinelli editore

Traduzione dal portoghese di Rita Desti

Pagine276

Grandi lettori contro le forze del male

Per ogni persona che legge, per ogni gran lettore, c’è sempre uno stronzo che dice “Ma comeeeeee? Non lo hai letto?!”. Per ogni stronzo che dice così, c’è sempre un gran lettore che lo maledice, quello stronzo.

C’è da dire che a me capita particolarmente spesso. Perché sono figlia a mia volta di due grandi lettori, che i classici se li sono letti a loro tempo. E che a me hanno sempre portato in libreria a comprare le uscite recenti, che sono molto aggiornati sulle novità e non hanno mai pensato di passarmi quella cosa molto in voga del “come i classici non ce n’è”.

Cecità è un classico?

Cecità non è proprio un classico classico. Non nel senso che è uscito in un periodo abbastanza lontano da noi per essere definito un classico. Ma allo stesso tempo è un libro che ha goduto di una grandissima fortuna e che tutti, ma proprio tutti, hanno letto.

A parte i miei genitori, mi verrebbe da dire.

Io non leggo i sudamericani

C’è poi da dire che in tutta la mia famiglia, salvo forse mio padre che è un vero onnivoro e butta giù tutto, esiste una generale diffidenza per quelli che, sbrigativamente e in modo, lo so, veramente bizzarro, definiamo “i sudamericani”. Che comprendono anche spagnoli e portoghesi, ecco qui la stranezza. Per cui Saramago è finito sotto l’accetta turatiana senza possibilità di redenzione.

Cosa mi ha deciso a leggere Cecità

È stata Monica, della Libreria Arcadia. Alla cena che aveva seguito la presentazione di Donne che parlano di Miriam Towes. Anche questa una storia che dovrò raccontarvi prima o poi.

Mi ha detto questa frase, che mi ha fatto sentire tutta l’urgenza di affrontare finalmente questo libro.

“Io a Cecità ci penso tutti i giorni.”

Cristiddio. Tutti i giorni? TUTTI I GIORNI.

Allora l’ho letto.

Breve riassunto

La storia la sapete tutti, anche perché a quanto pare in questo periodo sta spopolando tra le letture dell’Internet. E non è quella che sostiene un’amica che, per affetto, tacerò il nome: “Non è la storia di una cieca che viene violentata?”. Oddio, c’è ANCHE questo. Più o meno…

Comunque è la storia di un’epidemia di cecità, per la quale tutto un paese finisce per vedere bianco e non vedere nulla. Noi seguiamo le vicende di questo primo gruppo di ciechi, che viene messo in quarantena in un vecchio manicomio. E succede DI TUTTO.

L’effetto che fa leggere Cecità

Cecità sembra un esperimento mentale della filosofia della mente, un esperimento sociale di quelli cattivi. E brutti. Ussignur, davvero brutti.

È un libro insomma che segna un prima e un dopo. Un libro faticoso e bellissimo, per lo stile e il contenuto. Non c’è respiro in quei paragrafi infiniti, fitti fitti fitti e non aiutati dall’edizione economica Feltrinelli che rende la lettura ancora più claustrofobica (come è forse giusto che sia). La prova ne è che facevo fatica a leggerlo camminando (che è il mio test per le edizioni più agevoli: questa lo sarebbe per formato, ma non lo è per carattere e stile dell’autore).

Non c’è sollievo, non c’è speranza, non c’è niente che lenisca dalla sporcizia e dallo schifo che ti si incolla addosso. La puzza arriva fino a te che lo leggi, l’ingiustizia, la disperazione, ma proprio quegli odori, incredibilmente fisici, incredibilmente materici che ti si insinuano nel naso anche a libro chiuso.

È un libro che fa perdere fiducia nel genere umano, che ti mette di fronte alla triste consapevolezza della natura terribile della nostra specie. Senza moralismi, eh, senza voler fare la lezione. Per questo dico che è un esperimento, perché Saramago pone le basi di una condizione particolare e secondo me poi non interviene più, ma lascia che le cose si sviluppino da sole. Semplicemente le riporta qui.

Maledizione

Mentre lo stavo leggendo, mia madre non ha risposto al telefono per qualcosa come 18 ore. Ora, oltre al fatto drammatico che nel mondo di oggi una persona non è più libera di farsi gli affari suoi per più di venti minuti senza che si allerti la protezione civile, voglio dire questo. Che io me la immaginavo già mangiata dai cani a un angolo della strada.

Ecco l’effetto che fa Cecità di Saramago.

E solo ora, solo ora capisco davvero la frase di Monica. Maledizione.

Un commento

  • Simona

    Complimenti, bellissima recensione. Non ho ancora letto questo libro di Saramago, ma conosco bene il suo stile.. in particolare la mancanza di punteggiatura e quindi la presenza di un ritmo narrativo che non da quiete. Ho sentito parlare tantissimo di questo libro, ma non mi sono ancora mai sentita pronta di affrontarlo, nonostante abbia letto innumerevoli recensioni. Nessuna come la tua, forse per questo vedo un po’ più vicino un ritorno di fiamma con Saramago.
    A presto e grazie

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