Vita da traduttore

Menù di rame: i menù settimanali per traduttori in difficoltà

Una storia vera

È successo che in un passato ormai felicemente lontano mia madre mi avesse regalato un massaggio. Doveva servirmi a rilassarmi, stavo attraversando un brutto momento, ero triste e avevo bisogno di una coccola.

L’estetista aveva sistemato le luci, scaldato le mani, acceso una musica di quelle super new age (o almeno quello che io immagino sia new age). E poi ha scambiato due chiacchiere iniziali, per mettermi a mio agio.

«Che lavoro fai?»

«Lavoro nell’editoria, faccio la redattrice.» (n.d.t. all’epoca era così)

«Ahia. Stai spesso al computer?»

«Bè, sì.»

«Ahia. Non va bene. È un lavoro sedentario.»

«Ehm, sì.»

«Guarda, se però ti impegni, ti prendi cura di te, fai molto sport, ti incremi a dovere con i prodotti giusti, potresti arrivare ad avere un corpo… – pausa durante la quale calcola mentalmente le mie potenzialità inespresse – … decente. Provaci.»

DECENTE.

La lezione che ne ho ricavato

Ok, allora, ragazzi miei che come me state al computer (Ahia), siete magari tendenti al sovrappeso (Ahia ahia) e non usate i prodotti giusti (Ahia ahia ahia), qualcosa almeno la possiamo fare. Evitare di mangiare sempre pasta al sugo e pizze surgelate, per esempio.

Variare la dieta e cercare di nutrirsi bene.

La risposta è: programmazione

Avete sentito bene, la mia unica soluzione è la programmazione.

La schiscia del pranzo del polpettone, la cena della polpetta, la cena di noi adulti. Per non ridurmi all’ultimo momento condannando tutti e tre a mangiare pasta pasta pasta, ecco come ho risolto io.

Avvertenza

L’avvertenza d’obbligo è che I am no Sofia Bronzato. Io vi passo solo il mio menù. Può esservi comodo. Male non fa. Oddio, a giudicare dal mio giro vita… insomma, valutate voi.

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